Suor Teresa Quaranta, donna di profonda vita spirituale, forte nell’affrontare prove, ricca di zelo apostolico e abile nel governo, difende energicamente l’identità della Congregazione e pone tutte le sue energie a curare la sua crescita e il suo consolidamento.
Dà importanza alla formazione dei membri e, consapevole della necessità di tornare alle fonti per ben conoscere lo spirito del Fondatore e trasmetterlo ai membri in formazione, ottiene il trasferimento dei resti del venerato Padre nella Cappella del Noviziato e si adopera a raccogliere tutto ciò che era a lui appartenuto: scritti, suppellettile personale, indumenti ed anche testimonianze di persone che lo avevano conosciuto.
Nell’irradiare il carisma del Fondatore ha cura di trasmettere anche gli aspetti più caratteristici della spiritualità ignaziana mediante la pratica degli Esercizi spirituali fatti secondo quel metodo.
In questi anni la Congregazione cresce in numero e si espande in diverse diocesi d’Italia; le suore si dedicano all’educazione civile e all’ insegnamento del catechismo, aprono laboratori di ricamo, cucito, maglieria, scuole materne, elementari, medie e magistrali; durante la seconda guerra mondiale si prodigano in favore dei sinistrati, orfani e poveri, vittime della guerra.
Il 9 giugno 1956 la Congregazione dei religiosi conferisce il riconoscimento giuridico all’Istituto delle Suore Missionarie del Sacro Costato e di Maria SS.ma Addolorata con Decreto di lode, e approva ad esperimento, per un settennio, le Costituzioni.
Lo zelo missionario spinge Suor Teresa ad aprire nel 1961 la prima Missione estera nell’Isola di Taiwan e ad inviare nel 1963 una comunità a Forth Worth in Texas per l’assistenza ai fanciulli di famiglie disagiate.
Il 26 luglio 1965 viene eletta generale Suor Letizia Morena, religiosa di mente aperta, culturalmente preparata e di temperamento dinamico, la quale nel governare si pone l’obiettivo di coordinare passato e presente con apertura prospettica verso il futuro.
Nel 1969, ad un anno dalla morte di Suor Teresa, indice il Capitolo Generale Speciale, voluto dalla Chiesa, perché gli istituti religiosi riconsiderino il proprio cammino di fede alla luce del Vangelo e nello spirito del Fondatore provvedano all’aggiornamento di norme e usanze non più rispondenti ai tempi.
Pertanto dal 1969 al 1983Suor Letizia promuove tale rinnovamento attraverso un programma ben articolato di formazione iniziale e permanente dei membri, il ridimensionamento e la trasformazione di alcune opere, l’apertura di nuove case in Italia e all’Estero: Missione nelle Filippine, direzione di scuole e lavoro pastorale nell’arcidiocesi di San Francisco e di Stockton, erezione della vice provincia di Taiwan e relativo Noviziato.
Affronta con saggezza, pazienza e fermezza alcune forme di contestazione che si verificano anche nella vita religiosa durante gli anni 1965-’77.
Per ottemperare alle disposizioni del Concilio Vaticano II, nel 1972 nomina un’apposita Commissione cui affida il compito di aggiornare le Costituzioni e i testi complementari alla luce dei documenti conciliari e delle mutate condizioni dei tempi. Il nuovo testo delle Costituzioni, dopo un tempo di sperimentazione da parte delle comunità e approvazione del Capitolo generale del 1977, presentato alla Sacra Congregazione dei Religiosi, viene approvato con decreto del 14 novembre 1978.
Incoraggiata dagli inviti, che le giungono dall’interno e dall’esterno della Congregazione, Suor Letizia promuove la conoscenza del pensiero del Montemurro mediante la pubblicazione di brani dei suoi scritti. Nel 1983 dà avvio ai preliminari della Causa di beatificazione e canonizzazione del Padre Fondatore, individuando nel teologo gesuita P. Alfredo Marranzini la persona adatta al compito di Postulatore.
Il 6 luglio 1983 viene eletta Superiora generale Sr Pierfranca Crobe, di carattere dolce e tratto riservato, portatrice di serenità e comunione, dotata di viva intelligenza e ricca di solida preparazione culturale.
Ella si adopera perché il cammino di rinnovamento iniziato mediante il ritorno alle fonti primigenie dell’Istituto progredisca e porti frutti di vitalità spirituale, slancio apostolico e unione di animi. Pertanto, rivolge la sua attenzione sui seguenti obiettivi: pubblicazione degli scritti del Fondatore; formazione dei membri collegata alla riscoperta del fondatore, introduzione della sua Causa di canonizzazione; ricupero delle case dove lui aveva dimorato nel tempo della fondazione; espansione della Congregazione all’estero; ridimensionamento e conversione delle opere svolte in Italia; animazione vocazionale.
Per un bene più universale ella promuove l’aggregazione dei laici al carisma e alla missione della Congregazione; il rafforzamento dell’unione spirituale con le Suore Missionarie Catechiste del Sacro Cuore, il sostegno spirituale ed economico alla Congregazione dei Piccoli Fratelli del SS.mo Sacramento, ripristinata in Brasile ad opera del sacerdote Giovanni Volmir Dos Santos.
Dal 1983 al 2004 vengono pubblicati otto volumi degli scritti del Fondatore, i quali offrono un’ampia visione circa la sua vita e le motivazioni che lo determinarono a fondare gli Istituti. Proprio la pubblicazione di essi rafforza le relazioni con le Missionarie Catechiste del Sacro Cuore.
Nel 1993 ha luogo il Convegno storico nazionale a Bari che vede la partecipazione di eminenti teologi e storici che con i loro interventi contribuiscono a mettere in luce sfaccettature storico-pastorali e spirituali dell’epoca in cui Montemurro visse ed operò.
Il 21 novembre 1992, il Cardinal Michele Giordano, nel Duomo di Napoli apre solennemente l’Inchiesta diocesana per l’introduzione della Causa del Servo di Dio Eustachio Montemurro, che si conclude felicemente il 23 giugno 1995. Gli atti consegnati a p. Alfredo Marranzini, postulatore, vengono trasmessi alla Congregazione per la Causa dei Santi, da dove si aspetta il Decreto di riconoscimento delle esimie virtù cristiane praticate dal padre Fondatore.
Dal 1983 al 2007 la Congregazione si diffonde in vari Paesi del mondo, nelle Filippine: Masbate, Kalibo, Miarayon; in Ecuador: Manta, Quito; in Albania: Scutari, Gur-i-zi; in Brasile: Taboão da Serra; Indonesia: Ruteng; penetra nella Cina continentale e in Vietnam.
Il 25 gennaio 1992 prende avvio l’Associazione laicale Sacro Costato, che il 1° novembre 2000, dalla Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di vita apostolica, viene eretta come associazione pubblica di fedeli e definita “opera propria della Congregazione”.
Il 7 luglio 2007 viene eletta Superiora generale Sr Fides Sebis, persona di intelligenza limpida, mente aperta e cuore accogliente, culturalmente ben preparata, e di vasta esperienza missionaria.
Sin dal suo primo discorso alle capitolari emergono le linee guida del suo governo: mettere al centro la persona di Cristo, da contemplare, imitare e seguire; le Sorelle della Congregazione da servire, aiutandole a realizzare fedelmente la loro vocazione e missione; gli interessi del regno di Dio da promuovere rinvigorendo la vitalità della Congregazione, mediante un continuo richiamo al carisma che lo Spirito Santo ha elargito al Fondatore e continua ad elargire a chiunque il Signore chiama a seguirlo in questa Congregazione.
Nel febbraio 2008 erige la casa di noviziato in Indonesia e nell’aprile riapre la casa di formazione di Quito come noviziato latino-americano.
Il 1° maggio 2008 a Gravina in Puglia nella Chiesa Cattedrale, mons. Mario Paciello, ordinario del luogo, presiede la solenne liturgia eucaristica con la quale si dà avvio alle celebrazioni dell’Anno Centenario della Congregazione.
Il 7 ottobre 1918 Mons Razzoli si dichiara favorevole ad accogliere il desiderio espressogli dalla Generale Sr Maria D’Ippolito e da altre suore che le case di Marsico Nuovo e Potenza si separino dalle altre delle Figlie del Sacro Costato e dipendano direttamente da lui.
Nel 1919, la Congregazione dei Religiosi, su richiesta del Di Francia e dello stesso Razzoli, invia Mons. Fortunato M. Farina, come visitatore delle Figlie del Sacro Costato. Questi inizia la visita nell’aprile 1920. Alle suore di Spinazzola e Minervino propone l’aggregazione alle Figlie del Divino Zelo, ma le suore non accettano.
Il 14 maggio 1920 don Eustachio incontra a Pompei Sr Teresa e Sr Maria e tenta di ristabilire l’unione dell’Istituto, la pace e l’armonia e nel giugno successivo raccomanda invano alle sue Figlie di evitare la divisione o la fusione con altro Istituto.
Il 21 aprile 1921 la Congregazione dei Religiosi decreta la divisione delle Figlie del Sacro Costato in due Istituti di diritto diocesano. Il ramo di Marsico Nuovo e Potenza, sotto la giurisdizione di mons. Razzoli, avrebbe costituito l’Istituto delle Figlie del Getsemani, titolo proposto alle suore dallo stesso Razzoli. Il ramo di Spinazzola, Minervino e Gioia avrebbe proseguito il proprio cammino di Figlie del Sacro Costato.
Il Visitatore, constatato che le Suore di Marsico Nuovo e Potenza si dichiarano contrarie al progetto di Razzoli e che i due rami vogliono mantenere lo stesso titolo, fine e abito, ritiene bene sospendere l’esecuzione del decreto e riprendere la visita.
Mons Sanna, il 12 maggio 1922, prende il governo della Diocesi di Gravina e Irsina subentrando a mons. Zimarino, deceduto il 15 maggio 1920.
Su richiesta del can. Michele Nardone e consenso di Mons. Sanna, le Figlie del Sacro Costato aprono a Gravina un laboratorio di ricamo e cucito e si dedicano all’insegnamento del catechismo.
Intanto a Valle di Pompei, dopo nove anni di indefesso lavoro apostolico, il 2 gennaio 1923 muore Padre Eustachio a causa di una bronco-polmonite senza aver visto ricomposta l’unione delle sue Figlie.
Nel giugno 1928 Mons. Sanna permette a Sr Teresa di trasferire il noviziato da Spinazzola a Gravina nei locali del Seminario vescovile.
Per l’occasione il vescovo propone l’aggregazione delle Figlie del Sacro Costato di Spinazzola e Gravina all’Ordine dei Frati Minori Conventuali, ma la risposta di Sr Teresa è decisamente negativa.
Dal Seminario le novizie passeranno poi nei locali del Ricovero di Mendicità a “San Sebastiano”.
L’8 maggio1930, la Sacra Congregazione dei Religiosi conferma il decreto emesso nel 1921 e ordina che i due rami si considerino due Istituti religiosi distinti e indipendenti.
Pertanto il 29 maggio, solennità dell’Ascensione, Mons. Pecci erige il ramo di Potenza e Marsico Nuovo col titolo di “Figlie del Sacro Costato-Missionarie Catechiste”, che nel maggio 1949 riceverà l'approvazione pontificia col titolo di: Missionarie Catechiste del Sacro Cuore.
Il 27 giugno, solennità del Sacro Cuore di Gesù, mons. Giovanni Maria Sanna, vescovo di Gravina e Irsina, emette il decreto di erezione canonica del ramo di Gravina col titolo di “Suore Missionarie del Sacro Costato e di Maria SS.ma Addolorata”.
La Congregazione al momento contava 12 case sparse in Puglia, Calabria, Lucania, Molise, Lazio, Sardegna e 115 membri tra suore, novizie e postulanti.
Mentre il nucleo iniziale dei due Istituti dà segni di consolidamento e sviluppo, alcuni del clero gravinese, nutrono riserve su di essi e prevengono negativamente il vescovo Zimarino. Questi, dopo una sommaria investigazione, prende drastici provvedimenti a loro riguardo e provoca un Decreto della S. Sede (2 febbraio 1911) che ordina la chiusura delle case.
I vescovi Del Sordo di Venosa, Staiti di Andria, Carrano di Trani e Bisceglie, nelle cui diocesi erano presenti gli Istituti del Montemurro, dal canto loro, si adoperano per conservare nelle loro diocesi la presenza delle due Istituzioni che tanto bene compiono a servizio del prossimo. Mons. Monterisi, rivolgendosi al Papa Pio X, ottiene di mantenere aperta a Potenza la casa delle Figlie del Sacro Costato.
La tenera pianticella, sbattuta dalla tempesta,
non cessa di vivere
Il Fondatore, privato della direzione dei due Istituti, d’intesa con i vescovi interessati, li affida al canonico Di Francia, il quale nei primi di agosto 1911 ne assume la direzione e accoglie temporaneamente a Trani nella casa delle Figlie del Divino Zelo le Figlie del Sacro Costato delle case di Gravina. Lascia le altre nelle loro tre differenti comunità e le costituisce in provincia autonoma con a capo Sr Maria D’Ippolito, da lui nominata Superiora provinciale, dipendente direttamente da lui. Analogamente i nove Piccoli Fratelli, giovinetti dai 14 ai 20 anni vengono da lui ospitati nello studentato di Oria.
Nella festa dell’Immacolata Concezione del 1911, a Spinazzola ha luogo la vestizione religiosa di quattro Figlie del Sacro Costato.
Il canonico Di Francia, che doveva presiedere il rito, riceve un telegramma, col quale Pio X imparte l’apostolica benedizione alle giovani che prendono l’abito religioso delle Figlie del Sacro Costato. Il canonico considera il gesto del Papa un segno perché l’Istituto prosegua nel suo cammino, con titolo, fine e governo proprio.
Egli, chiesto il parere di tutte le suore convenute alla cerimonia, nomina Sr Maria d’Ippolito loro Superiora Generale.
Ai primi di gennaio del 1912 Sr Maria apre la casa di Marsico Nuovo, sotto la giurisdizione di mons. Monterisi come sede della Generale, del probandato e del noviziato.
Tutto sembra prosperare. L’apostolato che si compie dà frutti di bene specie a Spinazzola ove Mons. Del Sordo riscontra un “risveglio della fede e della pietà in quella popolazione da tanto tempo abbandonata a se stessa”.
In autunno, avuto il consenso del Montemurro, Annibale M. Di Francia ammette nella Sua Congregazione dei Rogazionisti del Cuore di Gesù, i giovanetti Piccoli Fratelli del SS.mo Sacramento, già accolti come ospiti nel suo studentato di Oria.
Il 1° novembre quattro di essi fanno la vestizione con l’abito rogazionista e cambiano nome.
Il 17 febbraio 1913 muore Mons Ignazio Monterisi che con amore di padre aveva incoraggiato Montemurro a portare avanti le opere intraprese.
Nel gennaio 1914 don Eustachio e don Saverio, per intervento del Santo Padre Pio X, ottengono il permesso dal vescovo Zimarino di trasferirsi a Pompei.
Qui, don Eustachio e don Saverio confortati dall’amicizia del beato Bartolo Longo e del card. Augusto Silj, si dedicano ad un intenso e fecondo apostolato per tutta la valle di Pompei, specialmente nel Santuario, ove attendono al ministero della Riconciliazione nelle ore più scomode della giornata
Il Montemurro era giunto a Pompei con la speranza di ripristinare la Congregazione maschile, ma i tempi non erano maturi per l’attuazione del suo progetto.
Il 27 agosto 1913 mons. R. A. Razzoli, ofm, già custode di Terra Santa, è nominato vescovo di Marsico Nuovo e Potenza. Egli prende possesso delle Diocesi unite il 21.4.1914.
Pur prevenuto sul conto di Montemurro e dei suoi Istituti, praticando da vicino le Figlie del Sacro Costato, sembra benevolo verso di loro e disposto a prendersene cura, però egli vuole “accomodare” il loro regolamento. Richiede, pertanto, la loro docilità. Di ciò ne scrive al Di Francia.
Questi, ritenendo positiva l’occasione per riavvicinare il Fondatore alle Figlie del Sacro Costato, chiede al presule che tale revisione venga fatta con l’apporto del Fondatore.
Nei primi di gennaio 1915 Montemurro si reca a Potenza con la lettera del Di Francia del 29.12.1914 e gli chiede di visitare, quale suo delegato, le case delle Figlie del Sacro Costato. Il presule categoricamente non glielo permette e don Eustachio, con grande pena nel cuore, senza porre difficoltà alcuna, parte da Potenza.
Intanto Mons. Razzoli, prese le distanze dal Di Francia, s’interessa direttamente delle suore, ingerendosi anche nella vita interna dell’Istituto.
Nel 1917 egli manifesta alla Generale D’Ippolito il suo pensiero di dare all’Istituto nuovo nome, abito e regola.
Le comunità di Spinazzola, Minervino e Genzano unanimemente dichiarano di voler rimanere Figlie del Sacro Costato come erano nate.
A partire dal 1918, per contrasti interni e divergenze tra il Di Francia e mons. Razzoli, vescovo di Potenza e Marsico Nuovo, da cui dipende la casa generalizia, si profila una scissione tra le Figlie del Sacro Costato.
Il 18 aprile 1905, Martedì Santo, Eustachio Montemurro, riflettendo su quanto gli è stato possibile fare a pro di Angela Cavalluzzi, una giovane di 22 anni, accolta bambina nell’orfanotrofio gestito dalla Congregazione di Carità mentre lui ne era presidente, accenna per la prima volta all’ispirazione avuta di fondare un Istituto per l’educazione delle figlie del popolo.
Il 20 Aprile, Giovedì Santo, sosta a lungo ai piedi del tabernacolo in intimo colloquio col Cristo, che adora presente nell’Eucarestia. Sotto l’azione dello Spirito Santo, fissa lo sguardo sul costato squarciato, adora il cuore del Redentore e prega che gli sia concesso di stabilire in esso la sua dimora. Affonda in questa esperienza interiore la genesi del carisma dei suoi Istituti.
Il 1° maggio 1908, dopo aver dato inizio alla Congregazione maschile dei Piccoli Fratelli del SS.mo Sacramento (21 nov. 1907), accoglie a vita comune - in un appartamento del palazzo Guida a Porta Reale - Chiara Terribile, giovane vedova di Gravina (39 anni), sua penitente, e Maria Lucia Visci. Con queste due volenterose donne che avvia ad una rudimentale forma di vita religiosa, Montemurro dà inizioall’Istituto delle Figlie del Sacro Costato avente lo scopo d’insegnare il Catechismo nelle Parrocchie e provvedere all’educazione religiosa delle figlie del popolo per mezzo delle scuole di lavoro.
Il 5 giugno Chiara e M. Lucia si trasferiscono al palazzo Loglisci in via Giardini, in due stanze a pian terreno messe a disposizione dalla sig.na Filomena Loglisci e sorelle.
In questa nuova dimora Chiara riceve il nome di Sr Addolorata e Maria Lucia quello di Sr M. Immacolata.
L’anno successivo da marzo a novembre il gesuita p. Gennaro M. Bracale, che incoraggia la fondazione di don Eustachio e gli offre consigli, invia alcune giovani alle quali il Montemurro aveva previamente presentato l’incipiente Istituto del Sacro Costato; queste vengono accolte maternamente da Sr Addolorata. Tra di esse si distingue la ventitreenne grottagliese M. Addolorata, che con altre tre giunge a Gravina il 25 agosto accompagnata dallo stesso don Eustachio e dal canonico Annibale M. Di Francia che vi si reca per conoscere le Opere del Montemurro.
Nel dicembre1909 Montemurro trasferisce un primo nucleo di Figlie del S. Costato in alcuni locali del convento “S. Sofia”, per dare una sistemazione adeguata alle giovani aspiranti. Nella parrocchia di S. Francesco le prime Figlie del Sacro Costato iniziano la loro missione, insegnando il catechismo ai fanciulli; mentre quelle di casa Loglisci curano i paramenti della cattedrale e di altre chiese di Gravina, confezionano ostie e attendono a lavori di ricamo.
Nel 1910 entrano altre giovani da Ceglie Messapico, Ostuni, Grottaglie, Gravina e Minervino Murge. A queste giovani Montemurro addita il Cristo Crocifisso dal costato squarciato e le aiuta a scoprire la dimensione del carisma che sono chiamate ad irradiare nel mondo. Il suo compagno don Saverio Valerio impartisce loro frequenti istruzioni catechistiche.
La Congregazione delle Figlie del Sacro Costato, a cui confluiscono giovani di ogni età e condizione sociale, suscita interesse e riscuote apprezzamenti dal popolo, da alcuni del clero di Gravina e da non pochi ecclesiastici e vescovi di altre diocesi.
Il 21 aprile 1910 mons. Staiti, vescovo di Andria, accoglie le Figlie del Sacro Costato a Minervino Murge e, dopo averne personalmente esaminato la vocazione, le ammette alla vestizione religiosa che ha luogo il 29 aprile. Tra le quattro cui viene dato l’abito c’è M. Addolorata Quaranta, che riceve il nome di Sr Teresa di Gesù e Maria. Il rito si svolge nella cappella della famiglia Barbarossa.
L’abito era composto di un saio di color tabacco con ampio piegone, fungente da pazienza, e maniche della stessa larghezza, cintura di cuoio con corona dell’Addolorata; cuffia e soggolo bianco; velo nero.
Il 19 maggio 1910, Montemurro, su richiesta di mons. Felice Del Sordo, vescovo di Venosa, costituisce a Spinazzola una comunità di Figlie del Sacro Costato, accompagnando personalmente le quattro giovani con a capo Teresina D’Ippolito, che aveva ricevuto il nome di Suor Maria della Santa Croce. A Spinazzola, dove imperano la massoneria e il socialismo, “la fede era quasi del tutto spenta”.
L’11 gennaio 1911, in risposta alle istanze di mons. Ignazio Monterisi, altre quattro giovani, dopo aver ricevuto l’abito religioso dalle mani di mons. Francesco Paolo Carrano, arcivescovo di Trani, sono accompagnate dal Montemurro a Potenza dove iniziano subito la loro missione: catechismo, Pia Unione delle Figlie di Maria, asilo infantile e laboratorio di ricamo e cucito.


